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Dr Josip Buric

Vertebroplastica e cifoplastica

In sintesi

  • Cosa sono Due procedure mini-invasive che stabilizzano una vertebra fratturata iniettando cemento osseo medicale, per eliminare il dolore e recuperare la mobilità
  • Quando si ricorre a questa procedura Fratture vertebrali da compressione, spesso legate all'osteoporosi o a lesioni tumorali, quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo
  • Come si svolge Con uno o due aghi sottili guidati da controllo radiologico, senza incisioni; durata di circa 30-60 minuti, spesso con possibilità di alzarsi già nella stessa giornata

vertebroplastica

cifoplastica

La vertebroplastica e la cifoplastica sono procedure mini-invasive utilizzate per il trattamento di alcune fratture vertebrali, in particolare quelle da compressione.

Queste fratture possono interessare il corpo vertebrale e causare dolore intenso, limitazione funzionale e difficoltà nei movimenti quotidiani.
Entrambe le tecniche hanno l’obiettivo di stabilizzare la vertebra fratturata, ridurre il dolore e favorire una ripresa più rapida della mobilità. Si tratta di procedure percutanee, cioè eseguite attraverso piccole punture cutanee, senza la necessità di ampie incisioni chirurgiche.

Le fratture vertebrali da compressione sono frequenti nei pazienti con osteoporosi, ma possono comparire anche in seguito a traumi, lesioni tumorali, metastasi vertebrali o altre condizioni che indeboliscono la struttura ossea.

Indicazioni

La vertebroplastica e la cifoplastica sono indicate nei pazienti con fratture vertebrali dolorose, soprattutto quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo con farmaci, riposo, busto ortopedico e fisioterapia.

Le principali indicazioni comprendono fratture osteoporotiche recenti o subacute, fratture traumatiche selezionate, cedimenti vertebrali dolorosi e alcune lesioni vertebrali di origine tumorale, quando l’obiettivo è stabilizzare il corpo vertebrale e controllare il dolore.

La corretta selezione del paziente è fondamentale. Prima della procedura vengono generalmente eseguiti esami radiologici, come radiografie, TC o risonanza magnetica, per confermare la presenza della frattura, valutarne l’età, l’estensione, la stabilità e l’eventuale coinvolgimento del canale vertebrale.
Queste procedure sono particolarmente utili quando il dolore è localizzato in corrispondenza della vertebra fratturata e limita la mobilità, la deambulazione o la qualità di vita del paziente.

Vertebroplastica

La vertebroplastica consiste nell’iniezione di cemento osseo medicale, solitamente polimetilmetacrilato, all’interno del corpo vertebrale fratturato.

Il cemento viene introdotto attraverso uno o due aghi sottili, posizionati sotto guida radiologica.
Una volta iniettato, il cemento si distribuisce all’interno della vertebra e si solidifica in pochi minuti, stabilizzando la frattura. La stabilizzazione meccanica riduce i micromovimenti dolorosi del corpo vertebrale e può determinare un miglioramento significativo del dolore.

La vertebroplastica non ha come obiettivo principale il ripristino dell’altezza vertebrale, ma soprattutto il consolidamento e la stabilizzazione della vertebra lesionata.

vetrebroplastica

Cifoplastica

La cifoplastica è una tecnica simile alla vertebroplastica, ma prevede un passaggio aggiuntivo. Prima dell’iniezione del cemento, viene introdotto all’interno della vertebra un piccolo palloncino, che viene gonfiato in modo controllato.

Il palloncino crea una cavità all’interno del corpo vertebrale e può contribuire, in alcuni casi, a recuperare parzialmente l’altezza della vertebra collassata e a ridurre la deformità cifotica, cioè la tendenza della colonna a incurvarsi in avanti.

Dopo lo sgonfiamento e la rimozione del palloncino, la cavità creata viene riempita con cemento osseo. Rispetto alla vertebroplastica, la cifoplastica consente spesso un’iniezione del cemento a pressione più bassa e con maggiore controllo della distribuzione del materiale.

cifoplastica

Modalità di esecuzione

Entrambe le procedure vengono eseguite in ambiente sterile, generalmente in sala operatoria o in sala radiologica interventistica. Il paziente viene posizionato in decubito prono, cioè sdraiato a faccia in giù.

La procedura può essere eseguita in anestesia locale con sedazione oppure in anestesia generale, a seconda delle condizioni cliniche del paziente, del numero di vertebre da trattare e della valutazione anestesiologica.

Dopo la disinfezione della cute, il medico introduce uno o più aghi attraverso la parte posteriore della colonna, raggiungendo il corpo vertebrale interessato sotto controllo fluoroscopico o TC. Una volta confermata la corretta posizione degli strumenti, si procede all’iniezione del cemento, oppure, nel caso della cifoplastica, prima al gonfiaggio del palloncino e poi al riempimento della cavità con cemento.

La durata della procedura varia in base al numero di vertebre trattate, ma nei casi più semplici può richiedere circa 30-60 minuti.

Vantaggi

Il principale vantaggio della vertebroplastica e della cifoplastica è la possibilità di ottenere una rapida stabilizzazione della frattura con un trauma chirurgico minimo. L’assenza di ampie incisioni riduce il dolore post-procedurale, la perdita di sangue e i tempi di recupero.

In molti pazienti si osserva una riduzione importante del dolore già nelle prime ore o nei primi giorni dopo il trattamento. Questo può permettere una mobilizzazione più precoce, una riduzione dell’uso di analgesici e una ripresa più rapida delle attività quotidiane.

La cifoplastica, rispetto alla vertebroplastica, può offrire il vantaggio aggiuntivo di recuperare parzialmente l’altezza del corpo vertebrale e ridurre la deformità locale, soprattutto quando la frattura è recente e ancora mobile.

Limiti delle procedure

Non tutte le fratture vertebrali sono adatte a vertebroplastica o cifoplastica. Le procedure non sono generalmente indicate nei cedimenti vertebrali completamente consolidati e non dolorosi, nelle fratture instabili con importante interessamento della parete posteriore, nelle compressioni significative del midollo o delle radici nervose, o in presenza di infezioni locali o sistemiche non controllate.

Inoltre, queste tecniche non curano la causa dell’osteoporosi. Nei pazienti osteoporotici è quindi fondamentale associare un corretto trattamento medico della fragilità ossea, per ridurre il rischio di nuove fratture.

Possibili complicanze

La vertebroplastica e la cifoplastica sono procedure generalmente sicure, ma possono comportare possibili complicanze.

La complicanza più caratteristica è la fuoriuscita di cemento al di fuori del corpo vertebrale. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole perdite asintomatiche, ma raramente il cemento può raggiungere il canale vertebrale, i forami nervosi o i vasi sanguigni, causando irritazione nervosa, compressione o embolia.

Altre possibili complicanze includono infezione, sanguinamento, dolore persistente, reazioni ai materiali utilizzati, fratture di vertebre adiacenti o mancato beneficio clinico. Il rischio viene ridotto attraverso un’accurata pianificazione, il controllo radiologico continuo e la corretta selezione dei pazienti.

Decorso post-procedurale

Dopo il trattamento, il paziente viene monitorato per alcune ore. In molti casi è possibile alzarsi e camminare già nella stessa giornata, seguendo le indicazioni del personale sanitario.

La dimissione può avvenire in giornata o dopo un breve ricovero, a seconda delle condizioni generali del paziente, del tipo di anestesia utilizzata e del numero di vertebre trattate.

Nei giorni successivi è consigliato evitare sforzi intensi, sollevamento di pesi e movimenti bruschi della colonna. La ripresa delle attività quotidiane avviene gradualmente, in base alla riduzione del dolore e alle indicazioni dello specialista.

Obiettivo del trattamento

L’obiettivo della vertebroplastica e della cifoplastica è stabilizzare il corpo vertebrale fratturato, ridurre il dolore e migliorare la capacità di movimento del paziente.

La vertebroplastica agisce principalmente consolidando la vertebra, mentre la cifoplastica aggiunge la possibilità di correggere parzialmente il cedimento vertebrale e la deformità cifotica.

Quando correttamente indicate, entrambe le tecniche possono rappresentare una valida opzione mini-invasiva per il trattamento delle fratture vertebrali dolorose, favorendo una più rapida ripresa funzionale e una migliore qualità di vita.

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